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il parroco incontra le famiglie

PARROCO FAMIGLIE

 IL PARROCO INCONTRA LE FAMIGLIE

Dal 21 giugno 2015 il parroco don Claudio inizierà una serie di incontri alla domenica pomeriggio, zona per zona di Frinco, nei cortili e piloni, per cominciare a conoscere le famiglie.  Quest’anno infatti non riuscirà a fare la tradizionale benedizione casa per casa, mentre certamente lo farà l’anno prossimo.  Tutti riceveranno a suo tempo un invito con qualche spiegazione in più.  Intanto vi invita ad accogliere benevolmente questa occasione di conoscenza.

tabella

nuovo parroco a Frinco

don claudio sganga

Don Claudio Sganga

Indirizzo: Piazza Castello 11 – , 14033 Castell’Alfero (AT) ITALY
Tel: 0141486199
Altro tel: 3495673744
E-Mail:  donclaudio.personale@gmail.com

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Dati Anagrafici
Luogo di nascita: Andria (BA)
Data di nascita: 17/04/1967
Data ordinazione: 28/06/1997

Note:
Direttore del Centro Diocesano Vocazioni; Incaricato Diocesano Ministranti; Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute; Assistente Diocesano Centro Volontari della Sofferenza; Assistente Medici Cattolici Italiani; Assistente UNITALSI; Direttore della Sezione di Asti delle Misericordie.
Gli Incarichi

Parroco presso SANTI PIETRO E PAOLO (Castell’Alfero)
Parroco presso NATIVITA’ DI MARIA VERGINE  (Frinco)

VANGELO DELLA DOMENICA

DOMENICA  – SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)   22.6.2014

Vangelo Gv 6,51-58
 La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 
+  Dal Vangelo secondo Giovanni

 In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore

   BREVE RIFLESSIONE

Oggi festeggiamo il sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi. Gesù ce ne parla in termini di corpo e di cibo. La realtà del dono del Padre alla nostra umanità si esprime, dall’inizio alla fine, sotto forma di corpo. Si tratta dapprima della realtà carnale del corpo fatto di carne e sangue, che soffre e muore sulla croce. È questo corpo ferito che risorge e che Gesù dà da vedere e da toccare agli apostoli. Ma Gesù non si ferma qui. Suo corpo è anche la Chiesa (Col 1,18), corpo mistico di cui Cristo è la testa. Ed è infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!” (Mt 26,26).
Già i primi cristiani paragonarono il corpo spezzato di Cristo al grano, macinato in farina per diventare pane, dopo essere stato mischiato all’acqua della vita e passato nel fuoco dello Spirito.
Questo pane spirituale, fatto dal grano del campo che è Gesù (Gv 15,1), divenendo, come il vino dell’Eucaristia, nostro cibo, nutre in noi la vita divina, che è vita eterna. E Gesù, ancora una volta, afferma: “Io sono”. Qui dice: “Io sono il pane”. Gesù costituisce il solo nutrimento che possa dare la vita divina. Chi non mangia di questo pane non avrà la vita in lui (Gv 6,53). Ecco perché noi celebriamo oggi la realtà umana e divina del Verbo fatto carne e anche quella del corpo risorto; ed ecco perché ci dà davvero quanto promesso. Attraverso lui, siamo concretamente in comunione con il nostro Dio. Bisogna essere presenti alla sua presenza reale.

… PREGARE ???

 

… PREGARE ?

…. PREGARE ??? ….  Se sei qui è perché questa parola ti ha incuriosito …  (o forse è stato il punto inerrogativo?)

Le semplici preghiere che trovi qui sotto sono quelle che un tempo si imparavano fin da bambino, prima in famiglia, poi al catechismo e in chiesa. 

La mia impressione (sono sempre Francesco il diacono) è che negli ultimi tempi la preghiera sia andata un po’ in disuso …. Quindi quale migliore occasione per “ricominciare” ?? 

Poi sarebbe interessante ripassare i “10 COMANDAMENTI”a volte … pure io … ho difficoltà a ricordarmeli tutti in fila … CLICCA >  QUI

 

Chi non si ricorda quali sono  LE VIRTU’, I DONI E I FRUTTI può cliccare > QUI 

 

 MAN MANO AGGIUNGERO’ ALTRE COSE CHE MI SEMBRANO IMPORTANTI PER “RICOMINCIARE” …

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 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen 

  •  Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen

 

  • Credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi ed i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

 

  • Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

  •  Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen 

 

  • Per defunti 

L’eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen 

 

  •  Al mattino 

Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio d’avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata. Fa che siano tutte secondo la tua volontà. Per la maggior tua gloria preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen. 

  • Alla sera 

Ti adoro mio Dio e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno. Perdonami il male che oggi ho commesso, e se qualche bene ho compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen. 

  • Atto di dolore 

Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col tuo santo aiuto di non offenderti più e di fuggire le occasioni prossime del peccato. Signore, misericordia, perdonami.

Perchè questo nuovo sito?

PERCHE’ QUESTO NUOVO SITO?

L’idea è sorta verso la fine del 2012.  In questi ultimi mesi la Comunità Parrocchiale di Frinco ha visto alcuni cambiamenti dovuti alla sostituzione del parroco don Luigi Binello con padre Taddeo Livero.  Già un paio di anni fa era stato aperto il sito “smsperanza” (ora chiuso), che doveva divulgare le notizie riguardanti l’Unità Parrocchiale “Santa Maria della Speranza” che univa le quattro parrocchie di Callianetto, Caniglie, Frinco e Portacomaro Stazione.  Ora la situazione è cambiata e a padre Taddeo sono state assegnate le parrocchie di Corsione, Cossombrato, Frinco e Villa San Secondo.  In attesa di eventuali nuovi ordini superiori e per non disperdere le notizie riguardanti gli ultimi avvenimenti in particolare di Frinco, io, il  diacono Francesco Cantino, che già avevo raccolto in una sezione di uno dei miei siti, notizie che riguardano la parrocchia di Frinco, penso di fare cosa gradita a indirizzare i “navigatori” verso tale sezione cliccando QUI. Nel frattempo (mentre siete sul mio sito) andando alla “home”, troverete anche i “link” per entrare negli altri siti da me gestiti.  A questo proposito devo ringraziare l’amico Tiziano che mi ha insegnato (direi tutto) … tra l’altro mi ha indirizzato verso l’apertura del presente sito, perchè, dice che è più moderno … infatti i miei siti (e anche i suoi) precedenti, anche se hanno solo qualche anno, sono già vecchi e non si esclude che in futuro siano “rottamati”.  Così avrete capito che dopo tanta fatica per imparare un sistema, ora ne devo imparare un’altro.  Spero che qualcuno più giovane di me mi si affianchi per portare avanti questo progetto che è la versione “digitale” dei bollettini parrocchiali VEDI.  Non sappiamo se in futuro, quando tutti sapranno usare il computer, il bollettino cartaceo sarà abbandonato … oppure no …

LE VIRTU’, I DONI E I FRUTTI

LE VIRTU’, I DONI E I FRUTTI
(da Catechismo Chiesa Cattolica)

Nella dottrina cristiana le virtù teologali sono: la fede, la speranza e la carità.
La fede è la virtù teologale per la quale noi crediamo in Dio e a tutto ciò che egli ci ha detto e rivelato, e che la Chiesa ci propone da credere, perché egli è la stessa verità.

La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo.

La carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio.

Le quattro virtù cardinali:  Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza.

La prudenza è la virtù che dispone la ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per compierlo.

La giustizia è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto.

La fortezza è la virtù morale che, nelle difficoltà, assicura la fermezza e la costanza nella ricerca del bene.

La temperanza è la virtù morale che modera l’attrattiva dei piaceri e rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati.

 I sette doni dello Spirito Santo sono la sapienza, l’intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la pietà e il timore di Dio.

Appartengono nella loro pienezza a Cristo, Figlio di Davide. Essi completano e portano alla perfezione le virtù di coloro che li ricevono. Rendono i fedeli docili ad obbedire con prontezza alle ispirazioni divine.

 

I frutti dello Spirito sono perfezioni che lo Spirito Santo plasma in noi come primizie della gloria eterna. La tradizione della Chiesa ne enumera dodici: « amore, gioia, pace, pazienza, longanimità, bontà, benevolenza, mitezza, fedeltà, modestia, continenza, castità »

Se vuoi saperne di più clicca > QUI

 

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OPERE DI MISERCORDIA

Opere di misericordia corporale:

  1. Dar da mangiare agli affamati. 2. Dar da bere agli assetati. 3. Vestire gli ignudi. 4. Alloggiare i pellegrini. 5. Visitare gli infermi. 6. Visitare i carcerati. 7. Seppellire i morti.

 

Le opere di misericordia corporale: breve spiegazione San Matteo riporta il racconto del Giudizio Finale (Mt 25,31-46): «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me“. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna». 1) Dar da mangiare agli affamati e 2) Dar da bere agli assetati Queste due prime opere di misericordia si complementano a vicenda e si riferiscono all’aiuto che dobbiamo procurare in cibo e altri beni ai più bisognosi, a quelli che non hanno l’indispensabile per mangiare ogni giorno. Gesù, secondo quanto riporta il Vangelo di San Luca, raccomanda: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto» (Lc 3, 11). 3) Vestire gli ignudi Quest’opera di misericordia è diretta a rispondere ad un’altra necessità fondamentale: il vestito. Molte volte viene facilitata dalle raccolte di abiti che si fanno nelle parrocchie o in altri centri. Al momento di donare il nostro vestiario ci farà bene pensare che possiamo dare quello che ci avanza o che non ci serve più, ma che possiamo dare anche qualcosa di quello che ci serve. Nella lettera di Giacomo siamo incoraggiati ad essere generosi: «Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve?» (Gc 2,15-16). 4) Alloggiare i pellegrini Anticamente ospitare i pellegrini era una questione di vita o di morte, per le difficoltà e i rischi dei viaggi; oggi in genere non è più così. Potrebbe però toccarci di accogliere qualcuno nella nostra casa, non per pura ospitalità di amicizia o di famiglia, ma per qualche vera necessità. 5) Visitare gli infermi Si tratta di una vera attenzione ai malati e agli anziani, sia dal punto di vista fisico, che nel fare loro un po’ di compagnia. Il miglior esempio della Sacra Scrittura è la parabola del Buon Samaritano, che curò il ferito e, non potendo continuare ad occuparsene direttamente, affidò le cure necessarie ad un altro, offrendogli di pagarle (cfr. Lc 10, 30-37). 6)Visitare i carcerati Quest’opera di misericordia consiste nell’andare a trovare i carcerati e prestare loro non solo aiuto materiale ma anche un’assistenza spirituale che serva loro per migliorare come persone, correggersi, imparare un lavoro che possa essere loro utile quando termini la pena, ecc. Significa anche riscattare gli innocenti e i sequestrati. Nell’antichità i cristiani pagavano per liberare gli schiavi e si scambiavano con prigionieri innocenti. 7) Seppellire i morti Cristo non aveva posto in cui riposare. Un amico, Giuseppe di Arimatea, gli cedette la sua tomba. Non solo, ma ebbe anche il coraggio di presentarsi davanti a Pilato e chiedergli il corpo di Gesù. Anche Nicodemo aiutò a seppellirlo. (Gv 19, 38-42) Seppellire i morti sembra un comandamento superfluo, perché -di fatto- tutti vengono sepolti. Tuttavia, per esempio in tempo di guerra, può essere una comando molto esigente. Perché è importante dare degna sepoltura al corpo umano? Perché il corpo umano è stato dimora dello Spirito Santo. Siamo “tempi dello Spirito Santo” (1Cor 6,19). Contemplare il mistero Per aiutare veramente gli altri, dobbiamo amarli di un amore di comprensione e di donazione, pieno di affetto e di consapevole umiltà. Il Signore, infatti, volle riassumere tutta la Legge in quel duplice comandamento che in realtà è unico: amare Dio e amare il prossimo, con tutto il nostro cuore. Forse ora pensate che a volte i cristiani — tu e io, non gli altri — dimenticano le applicazioni più elementari di questo dovere. Forse pensate al permanere di tante ingiustizie, agli abusi non aboliti, alle discriminazioni trasmesse da una generazione all’altra, sempre in attesa che si operi una soluzione radicale. Non devo, non è mio compito, proporvi le soluzioni pratiche di questi problemi. Però, come sacerdote di Cristo, è mio dovere ricordarvi ciò che dice la Sacra Scrittura. Meditate la scena del giudizio come Gesù stesso la descrive: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito; malato e in carcere e non mi avete visitato. Un uomo o una società che non reagiscano davanti alle tribolazioni e alle ingiustizie, e che non cerchino di alleviarle, non sono un uomo o una società all’altezza dell’amore del Cuore di Cristo. I cristiani — pur conservando sempre la più ampia libertà di studiare e di mettere in pratica soluzioni diverse, e godendo pertanto di un logico pluralismo — devono coincidere nel comune desiderio di servire l’umanità. Altrimenti il loro cristianesimo non sarà la Parola e la Vita di Gesù; sarà un travestimento, un inganno, di fronte a Dio e di fronte agli uomini. Grazie, Gesù mio!, perché hai voluto farti perfetto Uomo, con un Cuore amante e amabilissimo, che ama fino alla morte e soffre: che si riempie di gioia e di dolore; che si entusiasma per i cammini degli uomini, e ci mostra quello che conduce al Cielo; che si sottomette eroicamente al dovere, e si lascia condurre dalla misericordia; che veglia sui poveri e sui ricchi; che si prende cura dei peccatori e dei giusti… — Grazie, Gesù mio, e dacci un cuore a misura del Tuo! È l’amore che dà senso al sacrificio. Ogni madre sa bene che cos’è il sacrificio per i figli: non si tratta solo di dedicare loro alcune ore, ma di spendere per il loro bene tutta la vita. Vivere dunque pensando agli altri, usare i beni in modo tale che non manchi qualcosa da offrire agli altri: ecco le dimensioni della povertà, che garantiscono un effettivo distacco.
Opere di misericordia spirituale:

  1. Consigliare i dubbiosi. 2. Insegnare agli ignoranti. 3. Ammonire i peccatori. 4. Consolare gli afflitti. 5. Perdonare le offese. 6. Sopportare pazientemente le persone moleste. 7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.

 

Le opere di misericordia spirituale: breve spiegazione 1) Consigliare i dubbiosi Uno dei doni dello Spirito Santo è il dono del Consiglio. Perciò, chi vuole dare un buon consiglio deve, prima di tutto, essere in sintonia con Dio, perché non si tratta di dare opinioni personali, ma di consigliare bene chi ha bisogno di una guida. 2) Insegnare agli ignoranti Consiste nell’insegnare all’ignorante in qualsiasi materia: anche in temi religiosi. Questo insegnamento può avvenire attraverso gli scritti o la parola, per mezzo di qualunque mezzo di comunicazione o direttamente. Come dice il libro di Daniele, “coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre” (Dn 12, 3b). 3) Ammonire i peccatori La correzione fraterna è spiegata da Gesù stesso nel Vangelo di Matteo: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello» (Mt 18, 15-17). Dobbiamo correggere il nostro prossimo con mitezza ed umiltà. Molte volte sarà difficile farlo, però in quei momenti possiamo ricordarci di quello che dice l’apostolo Giacomo alla fine della sua lettera: «Chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore lo salverà dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati» (Gc 5,20). 4) Consolare gli afflitti Consolare gli afflitti, chi soffre qualche difficoltà, è un’altra opera di misericordia spirituale. Molte volte comprenderà anche il dare un buon consiglio, che aiuti a superare quella situazione di dolore o di tristezza. Essere vicini ai nostri fratelli in ogni momento, ma soprattutto in quelli più difficili, mette in pratica il comportamento di Gesù che aveva compassione del dolore altrui. Un esempio si trova nel Vangelo di Luca. Si tratta della resurrezione del figlio della vedova di Naim: “Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre”. (Lc 7, 12-15)
 

5) Perdonare le offese Nel Padre Nostro diciamo: “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori” e il Signore stesso chiarisce: «se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe»(Mt. 6, 14-15). Perdonare le offese significa superare la vendetta e il risentimento. Significa anche trattare con amabilità chi ci ha offeso. Il migliore esempio di perdono nell’Antico Testamento è quello di Giuseppe, che perdonò i suoi fratelli che avevano cercato di ucciderlo e poi di venderlo. «Ma ora non vi rattristate e non vi crucciate per avermi venduto quaggiù, perché Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita.» (Gen. 45, 5) E il perdono più grande del Nuovo Testamento è quello di Gesù in croce, che ci insegna che dobbiamo perdonare tutto e sempre: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno» (Lc. 23, 34). 6) Sopportare pazientemente le persone moleste La pazienza di fronte ai difetti altrui è una virtù e un’opera di misericordia. Tuttavia, c’è un consiglio molto utile: quando sopportare questi difetti fa più danno che bene, con molta carità e dolcezza, si deve dare un avvertimento. 7) Pregare Dio per i vivi e per i morti San Paolo raccomanda di pregare per tutti, senza distinzione, anche per i governanti e per quelli che stanno al potere, perché “egli vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità”(cfr. 1Tim 2, 1-4). I defunti che si trovano in purgatorio dipendono dalle nostre preghiere. È un’opera buona pregare per loro perché siano liberati dai loro peccati. (cfr. 2Mac 12, 46) Papa Francesco chiede spesso a tutti i cristiani e alle persone di buona volontà di pregare in modo particolare per i cristiani perseguitati. Possiamo esaminarci su come assecondiamo questo desiderio del Papa, perché i nostri fratelli nella fede sentano il conforto della nostra preghiera. Contemplare il mistero Dobbiamo aprire gli occhi, dobbiamo guardare attorno a noi e riconoscere gli appelli che Dio ci rivolge attraverso il nostro prossimo. Non possiamo volgere le spalle alla gente e rinchiuderci nel nostro piccolo mondo. Ben altro è lo stile di vita di Gesù. I Vangeli ci parlano insistentemente della sua misericordia, della sua partecipazione al dolore e alle necessità degli altri: ha pietà della vedova di Naim, piange per la morte di Lazzaro , si preoccupa delle folle che lo seguono e non hanno da mangiare; si commuove soprattutto per i peccatori, per coloro che camminano nel mondo senza conoscere la luce della verità: “Sbarcando, Gesù vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose”. Se veramente siamo figli di Maria, riusciremo a comprendere il comportamento del Signore, il nostro cuore si dilaterà e avremo viscere di misericordia. Ci dorranno allora le sofferenze, le miserie, gli errori, la solitudine, l’angoscia, le pene degli uomini nostri fratelli. E sentiremo l’urgenza di aiutarli nei loro bisogni e di parlare loro di Dio, perché imparino a trattarlo da figli e possano conoscere la delicatezza materna di Maria. La nostra vita deve accompagnare quella degli altri perché nessuno sia o si senta solo. La nostra carità deve essere anche affetto, calore umano.

 

 

 

10 COMANDAMENTI

10 COMANDAMENTI

Io sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d’altri.
10. Non desiderare la roba d’altri.

IL DIACONO

DIACONO FRANCESCO3 Francesco Cantino diacono
nato a Frinco nel 1943
e ordinato nel 1998 a Torino

Collaboratore Pastorale
della Parrocchia Natività di M.V. 
in Frinco dal 2007

Abitazione: Località Noceto 13
14030  –  Frinco  –  AT
Tel.  0141.904106
Cell. 3471590902

P. TADDEO

 

p. Taddeo

p. Taddeo

padre Taddeo Livero Judson

nato in Kerala nel 1973

e ordinato nel 2004

Amministratore Parrocchiale
della Parrocchia Natività di M.V. 
in Frinco dal 22-09-2012.

E’ anche Amministratore Parrocchiale
delle Parrocchie di Corsione,
Villa San Secondo e Cossombrato,
dove risiede la Comunità Casa Galilea
Piazza Santo Stefano 2
 – Cossombrato  – AT
Cell. 3887927106