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STORIA dal 1227

LA CHIESA PARROCCHIALE NATIVITA’ DI MARIA VERGINE IN FRINCO

La prima documentazione sulla chiesa è datata 19 aprile 1227: una convenzione fra il Comune di Asti ed il marchese Bonifacio del Monferrato fu redatta nella chiesa di Frinco, come riferisce il Codex Astensis.

La chiesa fu edificata di sicuro successivamente al castello, visto che si trova proprio a ridosso dello stesso e quindi avrebbe parzialmente impedito la realizzazione delle robuste fondamenta del maniero.

Dato che per molti secoli fu consuetudine tumulare i morti nelle chiese, e successivamente anche sepellirli nei sagrati o nelle immediate vicinanze (questo sino al 1750, anno in cui vennero emanate disposizioni che imposero la costruzione dei cimiteri esterni agli abitati), si presume che la chiesa attuale sorge sullo stesso punto di quella citata nel XIII secolo perché all’interno dell’edificio vi è un grande sepolcro e dietro la chiesa esisteva un antico cimitero.

Nel 1345, sul Registro delle chiese della Diocesi di Asti, risulta che Frinco dipendesse dalla pieve di Cossombrato.
Sulla chiesa di Frinco esercitarono il loro potere anche i signori del castello, in particolare i Mazzetti, i quali avevano anche il diritto di consultazione per la nomina dei parroci.

Nel 1585 durante la visita pastorale del vescovo di Asti monsignor Angelo Peruzio, la chiesa di Frinco, nonostante fosse già stata nominata parrocchia, fu trovata piccola, male in arnese e sprovvista di pavimento.
Nella descrizione della visita la chiesa risulta avere tre sole finestre: una nella facciata sopra la porta, una sul lato est ed una nel coro; il coro stesso era arredato con un banco, due panche ed un muretto con funzione di sedile; la fonte battesimale era in pessime condizioni, al contrario del confessionale.

Nel 1619 risulta che la chiesa è internamente dotata di una piccola campana.

In alcuni documenti del 1633, mentre era parroco don Antonio Caldara da Castell’Alfero, risulta che parte della chiesa fosse proprietà dei Mazzetti.

Nel 1663 alcune spese di restauro all’edificio furono sostenute in parte dai Mazzetti ed in parte dalla comunità frinchese; parroco era don Francesco Bernardo Gatto da Diano Marina.

Nel 1660 fu edificato il campanile, di cui la chiesa era sprovvista sin dalla sua costruzione, durante la guida del parroco don Francesco Domenico Varesio.
Il campanile fu costruito sullo stesso sito dell’attuale, alla singolare distanza di circa 100 metri dalla chiesa, probabilmente ciò fu dovuto all’imposizione dei Mazzetti, Signori di Frinco.
Esso era alto 12 metri ed aveva due campane, una di 100 e l’altra di 165 kg circa.
L’edificazione del campanile fu voluta da un certo Secondino Angelino che alla sua morte fece un lascito appunto per la costruzione del campanile della chiesa in cambio di un vitalizio di preghiere per la sua anima.

Nel 1749 durante la visita pastorale del vescovo monsignor Filippo Felissano la chiesa risulta provvista di pavimento, riparata ed abbellita con varie decorazioni e dipinti.
Sono citate tre reliquie: una costituita da legno della Santa Croce, la seconda da ossa di San Fedele, la terza da ossa di Santa Venusta, tutte con i relativi sigilli e lettere di autenticità.
Sul finire dello stesso anno fu aperta, a spese del marchese Giulio Cesare Mazzetti, una porta sul fianco dell’edificio lato castello per permettere l’accesso diretto alle funzioni da parte di Signori di Frinco. Lo stesso marchese si impegnò nell’occasione a pagare le spese di riparazione del pavimento e dell’altare.

Nel 1758 fu costruito l’attuale campanile su progetto del capomastro Giuseppe Dapavo di Frinco.
E’ alto 27 metri con base quadrata di 5 metri per lato, distante da ogni costruzione.
Una pietra arenaria inserita nella muratura riporta la data di costruzione che fu ultimata il 14 novembre 1758. Furono reinstallate sul campanile le vecchie campane.

Nel 1759 si decise di fondere la campana maggiore del campanile e realizzarne un’altra più grande con altro metallo. Fu installata così un’altra campana che era di circa 330 kg, peso doppio rispetto alla precedente; la fusione fu fatta a Montechiaro.

Nel 1761 fu rifatta anche la seconda campana e quella nuova installata era del peso di circa 240 kg.

Nel 1764 il parroco don Francesco Sicco fa rilevare che la chiesa è in ottimo stato.

Nel 1771 venne sostituito l’altare maggiore in mattoni con uno in marmo, quello attuale.

Nel 1776, dopo che la campana maggiore si ruppe, fu deciso di fondere entrambe le campane del campanile per realizzarne tre dalla fusione, che avvenne questa volta a Frinco. Furono così installate tre campane del peso rispettivamente di 370, 249 e 175 kg circa.
Dai documenti risulta che il campanile era già dotato di orologio.

Il 4 gennaio 1800 durante l’occupazione francese, le tre campane furono infrante dai Francesi stessi intervenuti a Frinco per sedare una rivolta popolare contro gli invasori; le campane erano ree di aver dato il segnale della sommossa.
Nello stesso anno fu rifatta la campana maggiore del peso di circa 550 kg, tuttora esistente.

Nel 1805 la parrocchia frinchese fu inserita nel vicariato di Cunico.

Nel 1817 divenne unità pastorale del vicariato di Montechiaro.

Nel 1826 con le offerte dei parrocchiani fu costruita una campana di circa 230 kg, tuttora esistente.

Nel 1830 sempre con le offerte fu costruita la campana mezzana di circa 470 kg, tuttora esistente.

Dal 1842 il parroco venne affiancato da un vice-curato, il quale riceveva dal Comune una sovvenzione annuale di 500 lire.

Nel 1883 la chiesa fu ampliata su iniziativa del parroco don Pietro Conti, edificando una nuova navata laterale destra che aumentò la capienza di un terzo. Il continuo aumento della popolazione aveva reso insufficiente la capacità di accogliere i fedeli della chiesa, infatti la popolazione di Frinco nel 1742 era di 757 abitanti, nel 1836 era divenuta di 1200 e nel 1883 addirittura passata a 1612 anime.

Nel 1895 la chiesa venne ulteriormente ampliata, nuovamente per l’impegno dello stesso parroco Conti, con la costruzione della navata sinistra verso il castello, identica alla destra già realizzata.

Nel 1897 furono ultimati i lavori che prevedevano anche il prolungamento dell’edificio arretrando di due arcate l’abside per far spazio ai fedeli, considerato il fatto che la popolazione di Frinco aveva raggiunto il considerevole numero di 2007 abitanti. Nel contempo le panche vennero sostituite dai banchi con inginocchiatoio ed il pulpito spostato sulla parte sinistra della navata centrale.

Nel 1911 fu commissionato l’organo che ancora oggi è in dotazione alla chiesa, per volere del parroco don Giovanni Battista Ponzo. I lavori proseguirono per tre anni visto che l’organo a canne fu costruito direttamente sul posto dalla ditta Lingua di Torino.
L’organo fu dotato di una elettroventola nel 1943 e nel 1987 fu restaurato per volere del parroco don Guido Martini dall’organaro Dorigato di Chambave (AO).

Nel 1925 il parroco don Ponzo fece restaurare il tetto della navata centrale e nello stesso anno fece decorare le volte e le pareti interne dal pittore Giuseppe Gardino.

Nel 1928 lo stesso parroco si adoperò per rifare la facciata che prese l’estetica attuale con le tre porte d’ingresso.

Nel 1942 il parroco don Giovanni Riccio fece eseguire altri lavori: risanamento della parete esterna lato castello, sostituzione della balaustra in marmo, un nuovo battistero.

Nel 1959 don Rosso fece restaurare le decorazioni interne risalenti al 1925, sistemò il tetto, migliorò la scalinata dell’altare maggiore e fece installare un tabernacolo blindato.

Nel 1963 viene automatizzato il sistema campanario del campanile, sino ad allora affidato ai campanari, ultimo dei quali fu Giuseppe Varesio.

Nel 1995 furono compiuti alcuni lavori di consolidamento, necessari a causa di una crepa generata dall’instabilità del sottosuolo.

Nel 1997 viene installata una suggestiva illuminazione notturna del campanile.

ricav. da: http://www.frinco.altervista.org/pieve.htm