Archivio mensile:gennaio 2013

Elenco vocazioni a Frinco dal 1854

 QUESTO E’ L’ELENCO GENERALE

E CLICCANDOQUI TROVERETE UN ALTRO ELENCO CON I DATI COMPLETI CHE RIGUARDANO OGNI SINGOLA PERSONA

Dal 1854 al 1943, QUINDICI frinchesi hanno ricevuto il Sacramento dell’Ordine per il Sacerdozio, UNO ha ricevuto il Sacramento dell’Ordine per il Diaconato Permanente e OTTO suore Consacrate alla vita religiosa

 

vocazioni a frinco mod. 17.1.13 

 PER VEDERE L’ALBERO GENEALOGICO PARZIALE DELLA FAMIGLIA CANTINO clicca > QUI 

 

LANFRANCO CANONICO ANNIBALE

Lanfranco can. Annibale

Nato a Frinco d’Asti 18 ottobre 1914  –  morto 9 febbraio 1983

Ordinato sacerdote 29 giugno 1937

Laureato Angelicum Roma filosofia e teologia

Vicecurato:

Villa San Secondo 1938 e Revigliasco d’Asti 1939

Canonico penitenziere da 1 dicembre 1945 a seguito concorso

16 ottobre 1947 lascia penitenzieria e opta per canonicato semplice

Rinuncia nel 1960

(Ricav. da “La diocesi di Asti tra ‘800 e ‘900 – Guglielmo Visconti – Ed. Gazzetta d’Asti)

 

 

Con gioia pubblichiamo che il Teol. D. Lanfranco Annibale di Camillo, in seguito a regolare Concorso, è stato eletto Canonico Penitenziere della Cattedrale di Asti.

Nato a Frinco il 29 novembre 1914 ?? con onore  fece gli studi nel Seminario di Asti, poi a Roma ove conseguì la laurea in Teologia.

Ritornato in Diocesi, insegnò teologia morale a Cavagnolo, poi filosofia a Molfetta nel Seminario Regionale.

Al nuovo Ufficio di Canonico Penitenziere, il Teol. Lanfranco porta una seria preparazione scientifica, essendo pure iscritto alla Facoltà di Diritto all’Angelico di Roma, e di Filosofia all’Università Cattolica di Milano.

Frinco, orgoglioso di aver dato il più giovane Canonico al Capitolo del Duomo di Asti, sta preparando la cappa al Teol. Lanfranco. Gli amici vicini e lontani che volessero concorrere, mandino le offerte al Parroco.

Al caro Canonico i migliori auguri.

(da Bollettino di Frinco dicembre 1945 – scritto da don Riccio)

DON SECONDO CANTINO

Cantino don Secondo

Nato a Frinco il 24-05-1910 e morto ad Asti il 22-09-1992

29 giugno 1935 – ORDINAZIONE SACERDOTALE

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da Bollettino Parrocchiale di Frinco – dicembre 1985  – MESSA D’ORO

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Don Secondo va in pensione – da Bollettino Parrocchiale Frinco – luglio 1990

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Morte di don Secondo Cantino – da Bollettino Parrocchiale marzo 1993

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da bollettino parrocchiale Frinco agosto 1995

3° Anniversario della morte di don Secondo e 50° Ann. del suo ingresso come parroco a Viatosto -Valmanera

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 Quello che segue è un volantino che parla della chiesa di Viatosto dove

don Secondo Cantino è stato Parroco per 45 anni.

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PADRE FERDINANDO BRIGNANO

Brignano Padre Ferdinando

 Nato a Frinco il 13-11-1883
morto il 13-02-1975
Giuseppino

dal Bollettino Parrocchiale di Frinco del mese di febbraio 1960

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da Bollettino dei Giuseppini

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dal Bollettino Parrocchiale di Frinco del luglio 1975

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… carrozzella, nella preghiera e nella penitenza, alla Casa di riposo di via Fortino, assistito con amore e venerazione. Nella sua cameretta anch’io ho sentito da lui parole d’incoraggiamento che mi hanno fatto tanto bene. Penso che dal cielo preghi per i suoi compaesani e per il loro Parroco.

Solo in questo articolo si parla dei due fratelli Brignano … quasi certamente è …

Brignano don Francesco     Nato a Frinco il 24-08-1882     Morto in Sardegna nel giugno 1944

(dal Bollettino Parrocchiale di Frinco del ottobre 1944) 

Un radio-messaggio del Vaticano ha comunicato alla Casa Madre dei PP. Giuseppini di Asti che nel mese di giugno c.a. è tragicamente deceduto in Sardegna il reverendo Don Francesco Brignano.  Era nato a Frinco il 28 aprile 1882 e a Frinco era molto ricordato e stimato.   L’11 settembre a cura della Famiglia, del Parroco e dei Padri del Castello si cantò un solenne ufficio di suffragio.  Conceda Dio l’eterno riposo a lui e rassegnazione alla famiglia.

 

 

VANGELO DELLA DOMENICA

DOMENICA  – SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)   22.6.2014

Vangelo Gv 6,51-58
 La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 
+  Dal Vangelo secondo Giovanni

 In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore

   BREVE RIFLESSIONE

Oggi festeggiamo il sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi. Gesù ce ne parla in termini di corpo e di cibo. La realtà del dono del Padre alla nostra umanità si esprime, dall’inizio alla fine, sotto forma di corpo. Si tratta dapprima della realtà carnale del corpo fatto di carne e sangue, che soffre e muore sulla croce. È questo corpo ferito che risorge e che Gesù dà da vedere e da toccare agli apostoli. Ma Gesù non si ferma qui. Suo corpo è anche la Chiesa (Col 1,18), corpo mistico di cui Cristo è la testa. Ed è infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!” (Mt 26,26).
Già i primi cristiani paragonarono il corpo spezzato di Cristo al grano, macinato in farina per diventare pane, dopo essere stato mischiato all’acqua della vita e passato nel fuoco dello Spirito.
Questo pane spirituale, fatto dal grano del campo che è Gesù (Gv 15,1), divenendo, come il vino dell’Eucaristia, nostro cibo, nutre in noi la vita divina, che è vita eterna. E Gesù, ancora una volta, afferma: “Io sono”. Qui dice: “Io sono il pane”. Gesù costituisce il solo nutrimento che possa dare la vita divina. Chi non mangia di questo pane non avrà la vita in lui (Gv 6,53). Ecco perché noi celebriamo oggi la realtà umana e divina del Verbo fatto carne e anche quella del corpo risorto; ed ecco perché ci dà davvero quanto promesso. Attraverso lui, siamo concretamente in comunione con il nostro Dio. Bisogna essere presenti alla sua presenza reale.

… PREGARE ???

 

… PREGARE ?

…. PREGARE ??? ….  Se sei qui è perché questa parola ti ha incuriosito …  (o forse è stato il punto inerrogativo?)

Le semplici preghiere che trovi qui sotto sono quelle che un tempo si imparavano fin da bambino, prima in famiglia, poi al catechismo e in chiesa. 

La mia impressione (sono sempre Francesco il diacono) è che negli ultimi tempi la preghiera sia andata un po’ in disuso …. Quindi quale migliore occasione per “ricominciare” ?? 

Poi sarebbe interessante ripassare i “10 COMANDAMENTI”a volte … pure io … ho difficoltà a ricordarmeli tutti in fila … CLICCA >  QUI

 

Chi non si ricorda quali sono  LE VIRTU’, I DONI E I FRUTTI può cliccare > QUI 

 

 MAN MANO AGGIUNGERO’ ALTRE COSE CHE MI SEMBRANO IMPORTANTI PER “RICOMINCIARE” …

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 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen 

  •  Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen

 

  • Credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi ed i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

 

  • Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

 

  •  Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen 

 

  • Per defunti 

L’eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen 

 

  •  Al mattino 

Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio d’avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata. Fa che siano tutte secondo la tua volontà. Per la maggior tua gloria preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen. 

  • Alla sera 

Ti adoro mio Dio e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno. Perdonami il male che oggi ho commesso, e se qualche bene ho compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen. 

  • Atto di dolore 

Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col tuo santo aiuto di non offenderti più e di fuggire le occasioni prossime del peccato. Signore, misericordia, perdonami.

Perchè questo nuovo sito?

PERCHE’ QUESTO NUOVO SITO?

L’idea è sorta verso la fine del 2012.  In questi ultimi mesi la Comunità Parrocchiale di Frinco ha visto alcuni cambiamenti dovuti alla sostituzione del parroco don Luigi Binello con padre Taddeo Livero.  Già un paio di anni fa era stato aperto il sito “smsperanza” (ora chiuso), che doveva divulgare le notizie riguardanti l’Unità Parrocchiale “Santa Maria della Speranza” che univa le quattro parrocchie di Callianetto, Caniglie, Frinco e Portacomaro Stazione.  Ora la situazione è cambiata e a padre Taddeo sono state assegnate le parrocchie di Corsione, Cossombrato, Frinco e Villa San Secondo.  In attesa di eventuali nuovi ordini superiori e per non disperdere le notizie riguardanti gli ultimi avvenimenti in particolare di Frinco, io, il  diacono Francesco Cantino, che già avevo raccolto in una sezione di uno dei miei siti, notizie che riguardano la parrocchia di Frinco, penso di fare cosa gradita a indirizzare i “navigatori” verso tale sezione cliccando QUI. Nel frattempo (mentre siete sul mio sito) andando alla “home”, troverete anche i “link” per entrare negli altri siti da me gestiti.  A questo proposito devo ringraziare l’amico Tiziano che mi ha insegnato (direi tutto) … tra l’altro mi ha indirizzato verso l’apertura del presente sito, perchè, dice che è più moderno … infatti i miei siti (e anche i suoi) precedenti, anche se hanno solo qualche anno, sono già vecchi e non si esclude che in futuro siano “rottamati”.  Così avrete capito che dopo tanta fatica per imparare un sistema, ora ne devo imparare un’altro.  Spero che qualcuno più giovane di me mi si affianchi per portare avanti questo progetto che è la versione “digitale” dei bollettini parrocchiali VEDI.  Non sappiamo se in futuro, quando tutti sapranno usare il computer, il bollettino cartaceo sarà abbandonato … oppure no …

Don Davide Rampone

Rampone don Davide

Nato a Frinco 9 ottobre 1878 – morto 8 febbraio 1945

Ordinato sacerdote 29 giugno 1904

Vicecurato – Parroco di Viatosto dal 12 febbraio 1918

(Ricav. da “La diocesi di Asti tra ‘800 e ‘900 – Guglielmo Visconti – Ed. Gazzetta d’Asti)

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Domandiamo suffragi anche per il Rev.do D. Davide Rampone da Frinco, morto Parroco a Viatosto il 3 febbraio.

(da Bollettino di Frinco marzo 1945 – scritto da don Riccio)

Rampone don Teresio

per vedere l’albero genealogico clicca > QUI

RAMPONE DON TERESIO

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Nato a Frinco d’Asti 22-03-1918     morto 24-02-1992

Ordinato il 21 giugno 1942

Vicecurato a Refrancore  18 luglio 1942

Parroco a S. Pietro in Asti nel 1955

(Ricav. da “La diocesi di Asti tra ‘800 e ‘900 – Guglielmo Visconti – Ed. Gazzetta d’Asti) 

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Da Bollettino Parrocchiale di Frinco di agosto 1955

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(da Bollettino di Frinco Marzo 1992 – scritto da don Guido)

Don Rampone Teresio, nato a Frinco il 22-03-1918, da papà Albino e mamma Eterno Carolina di Tonco, ultimo di 5 figli, (Dante, Remigio, Gemma e Rina) venne battezzato nella Chiesa Parrocchiale l’1-04-1918 dal Parroco don Ponzo G. Battista. Ricevette la Cresima assieme alle sorelle, da mons. Spandre il 28-04-1925 e l’Ordinazione Sacerdotale da mons. Rossi il 21-06-1942.

Avrebbe celebrato quest’anno il suo Giubileo Sacerdotale (Nozze d’Oro)!

Il suo ministero si è svolto in due parrocchie: a Refrancore come viceparroco (1942-1949) alla scuola di don Cellino, al quale succede come Parroco (1949-1955); e poi a San Pietro in Asti come Parroco (1955-1992).

Uomo dinamico, viene ricordato per la sua umanità, la grande disponibilità e per i suoi modi pratici, a volte anche burberi, tuttavia mai sgarbati.

La consapevolezza in Asti periferia di essere alla guida di una parrocchia di poveri con una forte componente di operai, immigrati, anziani, Casa di Riposo, lo spinse ad attivare nel 1956 il “F.A.C.” (Fraterno Aiuto Cristiano) organizzazione per l’assistenza alle famiglie povere. 

Un “grande lavoratore” con carattere deciso e temperamento sbrigativo … “ ci riposeremo in Paradiso diceva!

Quando colpito dal tumore maligno, intuì che era giunta l’ora della sua ultima chiamata, disse semplicemente: “Ho capito, quest’anno andrò a far Pasqua in Paradiso … accetto la morte con serenità e fede perché è la porta che apre sull’eternità; si apre e di là c’è il Buon Dio … Credo di non aver usato male della mia vita …”!

 

Cantino canonico Felice

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  Ritratto del Canonico Felice Cantino

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Canonico Cantino Felice

Nato a Frinco d’Asti 24 febbraio 1855 e morto nel 1910 ad Asti 

Scorrendo gli atti del Sinodo Ronco del 1896, la personalità ecclesiastica che, tra il clero astigiano convocato all’assise sinodale, più emerge per numero e  qualità di uffici svolti è – subito dopo il can. Giuseppe Gamba – il canonico arcidiacono Felice Cantino. Proviamo ad elencarle: promotore del Sinodo unitamente al can. Gamba; confessore del clero per il periodo del Sinodo con tutte le facoltà che competono al vescovo; giudice delle querele e dei ricorsi. E dal Sinodo stesso viene nominato giudice sinodale ed esaminatore sinodale.

Una delle spiegazioni più immediate la troviamo nel fatto che è laureato in teologia e diritto e insegna teologia morale e diritto canonico. Lo si evince anche dalla circostanza che questi dati sono puntigliosamente elencati dopo il suo nome e cognome.

Oltre tutto, ciò diventa immediatamente plausibile appena si pone attenzione a tutta la preminente importanza che ad Asti, e in tutto il Piemonte (e non solo), la teologia morale – con la sua casistica – ha assunto nella formazione sacerdotale prima e dopo l’ordinazione, e negli esami per ottenere la facoltà di confessare e per concorrere ai benefici parrocchiali vacanti.

Una carriera, la sua, alquanto rapida che ha meravigliato non pochi.

Seguiamola un po’ più nei particolari.

Nato a Frinco il 24 febbraio 1855 e ordinato sacerdote nel 1879, nel 1885 dal vescovo mons. Ronco – assieme a don Giovanni Battista Bellino, suo segretario – il trentenne don Felice Cantino è presentato alla Santa Sede (Dataria Apostolica) per la nomina a canonico. In data 2 e 14 luglio arrivarono le bolle di conferimento delle prebende canonicali. Per il Capitolo è una sorpresa non gradita, perché il numero legale di 12 canonici, fissato dalla legge del 1867,è già al completo, in quanto – secondo la legge – anche i due canonici di patronato laicale, ancora viventi sono da computarsi nel numero di 12 (uno di questi è il can. Carlo Vassallo). Quindi i due nuovi canonici nominati, essendo eccedenti, non potranno avere l’exsequatur, cioè il riconoscimento giuridico civile, secondo l’articolo di legge interpretativo del 1870.

La legge del 1867 riguarda sia i Capitoli della Cattedrale, sia quelli della Collegiata. Stabilisce che “non sono più riconosciuti come enti morali i Capitoli delle chiese Collegiate … salvo, per quelle tra esse che abbiano cura d’anime, un solo beneficio curato”. E’ il caso del Capitolo di San Secondo in Asti, che viene così a perdere ogni consistenza ed efficienza (cfr. il profilo del teol. Longo, canonico di San Secondo).

Per i Capitoli delle Cattedrali stabilisce invece che essi “non saranno provvisti oltre il numero di 12, compreso il beneficio parrocchiale, le dignità e gli uffici particolari (penitenziere e teologo). Le cappellanie … non saranno provviste oltre al numero di sei”.

Il Capitolo della Cattedrale di Asti antecedentemente aveva 12 canonicati di libera nomina, 5 di jus patronato (nomina a seguito di presentazione) e 4 dignità; in tutto 21. Il demanio ha incamerato tutti i cinque benefici di jus patronato e quattro di lbera nomina.

Questi riferimenti sono opportuni per documentare come nella seconda metà dell’800 la situazione, non solo del capitolo di San Secondo, ma anche del Capitolo della Capitale stia mutando sostanzialmente, sia da un punto di vista economico che di importanza di ruolo.

Ritornando al caso Cantino – Bellino, il Capitolo si rifiuta di immetterli nel possesso dei loro benefici. Di qui tentativi di transazione e ricorsi alla Santa Sede. Nell’archivio vescovile esiste il fascicolo (una copia a stampa – Roma 1887 – dimensione protocollo, di 44 pagine) inviato alla Sacra Congregazione del Concilio dal Capitolo di Asti contro i Canonici Bellino e Cantino.

Nella memoria illustrativa, che porta la data del 31 luglio 1886, nelle pagine 25 e 26 si legge: “I due soggetti che il vescovo ha prescelto sono, senza dubbio, buoni sacerdoti e di costume lodevole: ma fin’ora non ebbero campo di distinguersi per nessuna delle qualità prementovate, ne era ragione per cui dovesse in favor loro farsi una eccezione alla regola. Noi non vogliamo detrarre ai meriti loro, ma dobbiamo ai Giudici la verità schietta ed intera.

Il Sac. Felice Cantino è giovanissimo di età: appena ordinato sacerdote, e rimasto pochi anni nell’Ufficio di Vicecurato, eccolo ad un tratto per volere del vescovo e con meraviglia grande di tutto il Clero Diocesano, assunto alla cattedra di teologia morale, e contemporaneamente a quella di diritto canonico nel seminario, dove gode vitto, alloggio e duplice stipendio. Nè pago ancora Mons. Vescovo lo volle creare Canonico della Cattedrale e Canonico è.

L’altro nuovo Canonico il Sac. G. Battista Bellino, estraneo alla diocesi, vi è giunto da pochi anni con il Vescovo, in qualità di suo segretario. Nella sua diocesi di origine fu sempre nel modesto ufficio di viceparroco senza aver mai dato alcun saggio di sapersi elevare sopra la mediocrità, e dacchè si trova ad Asti non ha fatto cosa alcuna che possa agli occhi del pubblico giustificare l’avuta promozione, e nulla che gli potesse meritare speciale favore per parte del Capitolo.”

E’ anche da notare, per quanto concerne il can. Cantino, che la successione a mons. Bertagna, il quale nel 1884 – nominato vescovo ausiliare del cardinal Alimonta – lascia l’insegnamento della teologia morale svolto negli anni 1879-1884, era tutt’altro che facile.

In linea con la spiritualità dei grandi santi piemontesi, e alla loro sensibilità sociale, nel 1889, il can. Cantino – assieme alla signorina Serafina Rosaschi e a Suor Pasqualina Bajlon – dà vita alla Piccola Casa di Nazareth, e ad essa dona tutte le sue sostanze. Muore ad Asti nel 1910, ad appena 55 anni di età.

(Ricav. da “La diocesi di Asti tra ‘800 e ‘900 – Guglielmo Visconti – Ed. Gazzetta d’Asti)  

Per comprendere come si arriva alla fondazione della Piccola Casa di Nazareth bisogna capire l’antefatto. 

LE FIGLIE DELLA CARITA’ (FIGLIE DELLA CARITA’ SOTTO LA PROTEZIONE DI SAN VINCENZO DE PAOLI) 

(da non confondersi con “FIGLIE DELLA CARITA’ DI SAN VINCENZO DE PAOLI) fondate a Parigi nel 1633 da San Vincenzo de Paoli e Santa Luisa de Marillac 

Presenze in città di Asti 

LE FIGLIE DELLA CARITA’ fondate da Santa Giovanna Antida Thouret (1765-1826) a Besanson in Francia (11 aprile 1799), nel 1825 aprirono la prima casa in Piemonte: l’Ospedale di Sant’Andrea di Vercelli. Nel 1830 qui fu aperto un noviziato e presto si costituì una delle provincie più feconde dell’Istituto. Il 23 novembre 1839 arrivarono ad Asti e presero servizio nell’Ospedale dei Poveri Infermi. Fondato nel 1681 dal parroco della Collegiata di San Secondo, sotto il titolo di Santa Maria Scala Coeli, nel 1810, durante l’amministrazione francese, fu trasferito nell’ex covento dei Canonici Lateranensi di S. Maria Nuova. Era il più importante della città e nel 1828 disponeva di 40 letti (12-15 per gli incurabili).

Le Suore della Carità il 19 marzo 1875 iniziarono il servizio anche nell’Ospizio di Carità, istituito a seguito dell’editto di Vittorio Emanuele II del 19 maggio 1717 e amministrato dalla congregazione della Carità (la prima Congregazione in Asti fu istituita nel marzo 1718). Nel 1729 l’Ospizio si avvalse del contributo dell’Opera Pia detta Bussola dei Poveri (dalla denominazione delle cassette per le elemosine) istituzione risalente al 1566, che disponeva di ricche donazioni in città e in provincia. Nel luglio del 1914 le suoer presero servizio nel nuovo Ospizio Umberto I.

Nel 1885 le Suore della Carità furono richieste dall’Opera Pia Buon Pastore, fondata dal vescovo di Asti Milliavacca (1693) nella casa gentilizia donata da Francesco Mazzola. L’Opera già alla fine del Seicento accoglieva “le figlie di 12 anni pericolanti, per la città vagabonde”. In seguito ampliò le forme di assistenza. Nel 1822 erano 40-50 all’anno le donne “pericolate”, ospitate “sinchè siansi sgravate oltre alcuni giorni di puerperio”. 

Le Suore della Carità – attraverso la tenace opera di Suor Pasqualina Baylon in appoggio alla sig.ra Serafina Rosaschi e al Canonico Felice Cantino – nel 1889 contribuirono alla fondazione e assunsero poi la direzione della Piccola Casa di Nazareth, che raccoglieva ragazze povere e abbandonate. In tal modo – attraverso le Suore della Carità – la vita consacrata in Asti continuò, anche se in forma diversa, a testimoniare la presenza di Cristo, medico del corpo e dello spirito, nelle istituzioni assistenziali e caritative della città. 

Tra il 1901 e 1902 è tutto un infittirsi di presenze ed opere dirette e/o gestite da Suore, in città e nei paesi. Nella città di Asti le Suore “Bigie” (di San Giovanna Antida Thouret), oltre che nell’Ospedale degli infermi, prendono servizio nell’Ospizio di Carità, nella Piccola Casa di Nazareth nella Pia Opera del Buon Pastore. 

Presenze delle “Figlie della Carità”  di S. G. Antida Thouret 

  • Cunico dal 1925 al 2005 (anno della ricerca)
  • Boglietto dal 1930 al 1940
  • Masio dal 1989 al 1999
  • Pratomorone dal 1928 al 1932
  • Vigliano dal 1902 al 1960
  • Sessant dal 1912 al al 1970

(Ricav. da Diocesi di Asti e Istituti di Vita Religiosa – Guglielmo Visconti – gazzetta d’Asti 2006)

Per vedere l’albero genealogico parziale “Cantino” clicca > QUI

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QUI DI SEGUITO SI PUO’ LEGGERE L’OPUSCOLO REDATTO DOPO LA MORTE DEL CANONICO CANTINO FELICE

(l’opuscolo è stato consegnato da Gherlone Piermarino per la pubblicazione su questo sito) can. cantino felice 1.20 can. cantino felice 2.20 can. cantino felice 3.20 can. cantino felice 4.1.20 can. cantino felice 4.20 can. cantino felice 5.20 can. cantino felice 6.20 can. cantino felice 7.20 can. cantino felice 8.20 can. cantino felice 9.20 can. cantino felice 10.20 can. cantino felice 11.20 can. cantino felice 12.20 can. cantino felice 13.20 can. cantino felice 14.20 can. cantino felice 15.20 can. cantino felice 16.20 can. cantino felice 17.20 can. cantino felice 18.20

can. cantino felice 19.20

 

Raschio don Giuseppe

Raschio don Giuseppe

Nato a Frinco il 6-12-1854 e morto a Montafia il 10-01-1934

Rimasto vedovo giovanissimo, all’età di 24 anni decise di farsi prete ed entrò nel seminario di Asti. 

“Per eletto suo impegno e l’alto senno dopo solo 8 anni di studi fu ordinato sacerdote. Fu viceparroco a Castell’Alfero, Villafranca, Monbercelli e dopo regolare concorso veniva inviato Parroco – Vicario Foraneo a Montafia nel maggio 1891”   (da “l’Angelo di Montafia – febbraio 1934) 

Vi rimase come parroco fino alla morte per 43 anni di cui gli ultimi 3 completamente cieco.  La sua attività apostolica ebbe grandi risonanze in quegli anni e i suoi parrocchiani ancora oggi lo ricordano con tanto rispetto e ammirazione.  ( da boll. Parrr. Frinco marzo 1994 – nel 60° anniversario della sua morte i nipoti e i pronipoti lo ricordano con tanto affetto e riconoscenza)

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VOCAZIONI A FRINCO – CLICCA > QUI   PER RITORNARE ALL’ELENCO GENERALE

i nostri TRE MISSIONARI

  1. PADRE SECONDO CANTINO – CLICCA QUI
  2. PADRE GIUSEPPE GASPARDONE – CLICCA QUI
  3. PADRE CARLO FERRERO – CLICCA QUI

a cui seguono gli altri SACERDOTI che inseriremo un po’ per volta

DON GIUSEPPE RASCHIO – CLICCA QUI

CANONICO FELICE CANTINO – CLICCA QUI

DON PIETRO CANTINO – CLICCA QUI

DON DAVIDE RAMPONE – CLICCA QUI

DON FELICE DEZZANI – CLICCA QUI

CANONICO SIMONE RAVIZZA – CLICCA QUI

PADRE FERDINANDO BRIGNANO – CLICCA QUI

DON SECONDO CANTINO – CLICCA QUI

CANONICO ANNIBALE LANFRANCO – CLICCA QUI

DON GIULIO RAVIZZA – CLICCA QUI 

4. DON RAMPONE TERESIO – CLICCA QUI

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SUORE

SUOR ERMELINDA RIGON – CLICCA QUI

Il 28 febbraio 1990 la Curia di Genova accetta la postulazione per la beatificazione della Serva di Dio Suor M. Benedetta Ermelinda Rigon.

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