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per le notizie   da ottobre 2014

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Un segno per “ridestare la nostra fede imborghesita”
L’arciprete del vicariato di Cervia ha esposto fuori dalla canonica un lenzuolo con la “N” che i jihadisti affiggono sulle case dei cristiani di Mosul

Di Federico Cenci

ROMA, 31 Luglio 2014 (Zenit.org) – Un segno che campeggia sulla facciata principale: è ciò che accomuna le case dei cristiani di Mosul alla canonica di Santa Maria Assunta, nella cittadina romagnola di Cervia. Si tratta della lettera “N” che sta per Nazarat (ovvero seguaci del Nazareno). Entro i confini dell’autoproclamato Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) la stanno raffigurando con la vernice le milizie islamiste, per marchiare le abitazioni dei cristiani e costringerli a convertirsi, a pagare un tributo (la jizya) o a fuggire dalla città. Sul balcone della canonica di Cervia l’ha esposta (disegnata su un lenzuolo) don Pierre Laurent Cabantous, arciprete del vicariato cervese dallo scorso dicembre, per esprimere “un segno di comunione e di solidarietà per tutti i nostri fratelli perseguitati”.

Persecuzioni, sottolinea il sacerdote a ZENIT, che “si stanno consumando in Iraq, ma anche in Siria, in Nigeria, in Pakistan… In tante parti del mondo in cui la violazione della libertà religiosa avviene in modo sistematico e brutale”. Episodi le cui cronache rimbalzano sulle pagine dei nostri giornali, senza tuttavia scalfire coscienze che sembrano ormai assuefatte a notizie di questo tipo.

“Di fronte a quella che è un’indifferenza diffusa da parte di noi occidentali – riflette don Cabantous – oltre che la preghiera, ci è sembrato giusto anche attuare un gesto visibile per testimoniare la nostra solidarietà”. Del resto, aggiunge il sacerdote, “anche noi siamo seguaci del Nazareno, anche noi facciamo parte di quell’unica Chiesa cui fanno parte i cristiani perseguitati”. Per dirla in modo evocativo, “in giro per il mondo ci sono membra dello stesso nostro corpo che in questo momento vengono perseguitate e recise, ovvero assassinate”.

Già, l’indifferenza. “Madre Teresa di Calcutta diceva che è qualcosa di più grave del peccato. Ebbene – sospira don Cabantous – è un qualcosa che senza dubbio ci riguarda”. Indifferenza che si sviluppa a corrente alternata, secondo l’arciprete del vicariato di Cervia. “Dove sono finiti – si chiede amaramente – tutti i pacifisti di una volta, quelli che scendevano in piazza con la bandiera arcobaleno? Non contano per loro i cristiani uccisi?”. Non solo alla società civile e ai professionisti dell’impegno sociale ideologizzato, don Cabantous una domanda la rivolge anche alla comunità internazionale: “Nessuno si è forse accorto che questo sedicente califfo dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante sta compiendo crimini contro l’umanità?”.

Crimini che i cristiani di Mosul, così come i loro fratelli in Cristo perseguitati ad altre latitudini, non intendono subire passivamente o rinnegando la propria fede. “Nonostante tutto – osserva il sacerdote romagnolo – dimostrano l’amore, un’appartenenza a Cristo e alla Chiesa che noi forse abbiamo smarrito. Loro sono disposti a dare la vita pur di non abiurare la loro fede”. Don Cabantous cita a tal proposito le vicende “di Meriam, di Asia Bibi e di tanti altri che si trovano in carcere per gli stessi motivi e di cui noi non sappiamo niente”.

Sono martiri moderni i cui nomi rimarranno a noi ignoti. “Penso ai cristiani della Nigeria, uccisi mentre si ritrovano in chiesa”, afferma don Cabantous. E riflette: “Noi la domenica andiamo a Messa in tranquillità, persino potendoci scegliere l’orario più congeniale, senza pensare che questi nostri fratelli per partecipare all’eucaristia rischiano la vita”.

Considerazioni, queste, che il sacerdote ha espresso ai fedeli domenica scorsa, proprio durante la Messa. “Il Vangelo – spiega – ci ha offerto le due parabole della perla preziosa e del tesoro nascosto. Parabole che parlano di chi è disposto a vendere tutto pur di ottenere il Regno di Dio, l’incontro con Cristo. È dunque nata spontanea la domanda che ho rivolto all’assemblea: ‘E noi cosa siamo disposti a mettere in gioco per il Regno di Dio?’”. Una sollecitazione che è penetrata nel cuore dei fedeli. E ha contribuito, così come quella “N” esposta fuori dalla canonica, a raggiungere l’obiettivo che don Cabantous si prefissava: “Ridestare le coscienze di tutti noi, cristiani imborghesiti, di fronte a una tragedia terribile”.

 

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elicottero

http://www.lastampa.it/2014/06/09/edizioni/asti/cantiere-sceso-dal-cielo-per-restaurare-il-castello-k78Ry62Mkj3iuPtLtJesOM/pagina.html

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“Principi non negoziabili quale impegno del cristiano nella società”

Messaggio di mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, in vista delle elezioni di maggio 2014
Di mons. Luigi Negri

FERRARA, 06 Maggio 2014 (Zenit.org) – Carissimi figli e figlie dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio,

in vista delle elezioni del prossimo mese di maggio sento il dovere di indirizzarvi un breve ma fondamentale messaggio. Come Vescovo la mia prima inderogabile missione è l’annuncio del Vangelo quale via della libertà, della responsabilità e della salvezza. Nel Vangelo che vi debbo annunciare è contenuta anche una precisa concezione dell’uomo e di tutta la sua realtà, che costituisce il nucleo portante della Dottrina Sociale che la Chiesa ha sempre proclamato e testimoniato.

Si tratta dei “principi non negoziabili” che sono il patrimonio di ogni persona, perché inscritti nella coscienza morale di ciascuno, ed in particolare costituiscono il criterio ineludibile per i giudizi e le scelte temporali e sociali del cristiano. Li elenco sinteticamente: la dignità della persona umana, costituita ad immagine e somiglianza di Dio, e quindi irriducibile ad ogni condizionamento sia di carattere personale che sociale; la sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale, indisponibile a tutte le strutture ed a tutti i poteri; i diritti e le libertà fondamentali della persona: libertà religiosa, della cultura e dell’educazione; la sacralità della famiglia naturale, fondata sul matrimonio, sulla legittima unione cioè fra un uomo e una donna, responsabilmente aperta alla paternità e alla maternità; la libertà di intrapresa culturale, sociale, e anche economica in funzione del bene della persona e del bene comune; il diritto ad un lavoro dignitoso e giustamente retribuito, come espressione sintetica della persona umana; l’accoglienza ai migranti nel rispetto della dignità della loro persona e delle esigenze del bene comune; lo sviluppo della giustizia e la promozione della pace; il rispetto del Creato.

Ecco l’orizzonte immutabile di ogni giudizio, e del conseguente impegno del cristiano nella società, ma anche la chiave di valutazione delle persone, dei raggruppamenti partitici e dei rispettivi programmi, affinché si favorisca la promulgazione di leggi coerenti con le fondamentali esigenze della dignità umana. Di conseguenza la coscienza cristiana, rettamente formata, non permette di favorire l’attuazione di progetti contrari a tali principi. Ribadisco poi quanto già affermato nel Comunicato dei Vescovi dell’Emilia Romagna (in vista delle elezioni regionali del 2010): “Siamo consapevoli di avere proposto ai nostri fedeli non solo orientamenti doverosi per l’oggi, ma anche un costante cammino educativo, mediante cui l’assimilazione dei valori della Dottrina Sociale della Chiesa porta a giudizi e a scelte responsabili e coerenti, sottratte ai ricatti dei poteri ideologici e massmediatici o avvilite da interessi particolaristici. Vorremmo che crescesse, anche in forza di un rinnovato e quotidiano impegno educativo delle nostre Chiese, un laicato che proprio a causa della sua appartenenza ecclesiale, fosse dedito al bene comune della società.» [cfr. Benedetto XVI,Deus caritas est, 28]. Pertanto clero ed organismi ecclesiali devono rimanere completamente fuori dal dibattito e dall’impegno politico pre-elettorale, mantenendosi assolutamente estranei a qualsiasi partito o schieramento politico. Per i sacerdoti questa esigenza è fondata sulla natura stessa del loro ministero (cfr. Congregazione per il Clero, Direttorio per il ministero e la vita dei Presbiteri 33, cpv.1°: EV 14/798)”. Se un fedele chiedesse al sacerdote come orientarsi nella situazione attuale, il sacerdote tenga presente le indicazioni già date nello stesso documento: “Ogni elettore è chiamato ad elaborare un giudizio prudenziale che per definizione non è mai dotato di certezza incontrovertibile. Ma un giudizio è prudente quando è elaborato alla luce sia dei valori umani fondamentali che sono concretamente in questione sia delle circostanze rilevanti in cui siamo chiamati ad agire.  Ciò premesso in linea generale, ogni elettore che voglia prendere una decisione prudente, deve discernere nell’attuale situazione quali valori umani fondamentali sono in questione, e giudicare quale parte politica – per i programmi che dichiara e per i candidati che indica per attuarli – dia maggiore affidamento per la loro difesa e promozione (…) Il Magistero della Chiesa è riferimento obbligante in questo aiuto al discernimento del fedele”.

La nostra città e provincia, così come l’intera nazione, stanno attraversando un momento difficile, come ho già ricordato più volte nei mie messaggi, e in particolare in quello di Pasqua[1], per cui la consultazione elettorale sarà una occasione nella quale ogni fedele verrà invitato ad esercitare, mediante il voto, una parte attiva nella doverosa edificazione della comunità civile.

Benedico tutti di cuore

+ Luigi Negri

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa

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FRINCO

IL CASTELLO SARA’ MESSO IN SICUREZZA ENTRO L’ESTATE

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Gazzetta 4.4.14 san bernardino1

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Agnese Lanzetti LA STAMPA 31 dicembre 2013 2

RIMOZIONE MACERIE LA STAMPA 28.2.14

gazzetta 21.2.14

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foto di Tiziano Toniolo

foto di Tiziano Toniolo

CASTELLO2

CASTELLO3

COME ERA PRIMA

CASTELLO 2011

FRANA AL CASTELLO (dai giornali: QUI e QUI e QUI e QUIQUI )  articolo del 12.2.14 QUI

(foto: QUI)  (anche interessante: QUI)

  • Quale futuro per il castello di Frinco? (da Gazzetta d’Asti 14.2.14)

  • da La Nuova Provincia 26.02.2014 > QUI

  • da Il Fatto Quotidiano 26.02.2014 > QUI

  •  castello Nuova Periferia 7.3.14

  • riunione alla proloco del 3.3.14

CASTELLO ... VASCHE

gazzetta 14.2.14  .1

 

gazzetta 7.2.14

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l’articolo qui di seguito riprodott e ok, se non fosse che ad un certo punto si legge:

 “… la proloco frinchese si sta adoperando con il servizio di trasporto dei fedeli del concentrico alla chiesa della borgata …”

… sarebbe una buona idea … se fosse vero …

cantino.francesco@virgilio.it

 

gazz. 19.1.14

 

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chiesa castello art. gazzetta 3.1.14la stampa 27.6.2013

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