IL VESCOVO

Il torinese mons. Marco Prastaro è Vescovo ad Asti
Commozione palpabile, domenica 21 ottobre 2018 nella cattedrale di Asti gremita, per l’ordinazione episcopale di mons. Marco Prastaro, Vicario episcopale per la città e moderatore della curia di Torino (i suoi ultimi incarichi),  per il suo ingresso nella diocesi piemontese. Una celebrazione solenne presieduta da mons. Cesare Nosiglia ma al tempo stesso festosa e familiare nello stile del nuovo pastore – che ha raccolto il pastorale da mons. Francesco Ravinale – accompagnato dai tanti familiari, dal Cardinale Severino Poletto, emerito di Asti e Torino, dai confratelli vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta, dai confratelli sacerdoti, dai parrocchiani delle comunità in cui ha operato, tra cui numerosissimi i fedeli della parrocchia di Sant’Ignazio a Torino, e anche da un gruppo di amici arrivati dal Kenya dove mons. Prastaro è stato fidei donum, tra cui il cardinale John Njue, (arcivescovo di Nairobi), mons. Virgilio Pante, Vescovo di Mararal. Ad accoglierlo alle porte della cattedrale il sindaco di Asti il sindaco di Asti Maurizio Rasero, nella cattedrale tutta la grande comunità astigiana dalle autorità civile ai gruppi scout, al mondo delle associazioni.«Cercherò di essere un servo fedele e generoso, di spendermi per voi con tutte le mie forze, per come ne sono capace, donandovi quello che sono».  Così ha delineato il suo «programma» pastorale al termine della celebrazione ringraziando quanti lo hanno negli anni accompagnato. Una nuova vita nella «casa» di Asti in cui come ha ricordato mons. Nosiglia mons. Prastaro è chiamato ad: «Essere servo di Cristo, servo dunque dei fratelli e sorelle della comunità, soprattutto di quelli più poveri e bisognosi di rinsaldare la propria fede, di amore e di giustizia, di misericordia e di solidarietà. Si tratta pertanto di un servizio che non ha confini e che per sua natura è rivolto a tutti gli uomini, non solo a coloro che costituiscono la propria diocesi, ma anche tutta la Chiesa e tutta l’umanità. È questa oggi la sfida più grande che la Chiesa “in uscita” è chiamata ad assumere. E tu lo sai bene, caro don Marco, perché lo hai sperimentato dal vivo nei dieci anni del tuo ministero sacerdotale nelle missioni del Kenya, dove hai promosso un’evangelizzazione ricca di frutti spirituali e pastorali per la promozione umana e cristiana dei fedeli battezzati e non».

Un’evangelizzazione secondo uno stile che lo stemma episcopale scelto da mons. Prastaro riassume con il braccio del Seminatore e il Sacro Cuore nelle fattezze che il beato Charles de Foucauld era solito disegnare all’inizio delle sue lettere.

SITO DIOCESI ASTI

 

 

 

vescovo

Mons. Francesco Ravinale

Vescovo di Asti dal 2 Aprile 2000

 

COP LIBR. AUMENTA IN NOI LA FEDE

LA LETTERA PASTORALE: AUMENTA, IN NOI LA FEDE – MONS. FRANCESCO RAVINALE

Ecco alcuni brani …

La preoccupazione per la fede dei fratelli non significa pretendere di cambiare le loro convinzioni sincere. Il Signore non ci chiede di convertire chi è in difficoltà ad accettare la nostra fede, ma piuttosto di amare tutti.

In modo particolare ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, alle religiose, ai catechisti e agli animatori di comunità ritengo di dover chiedere tanto amore per la propria fede e per le persone cui la si vorrebbe comunicare, nella consapevolezza che non c’è dono più grande che quello di aiutare a veder chiaro nella propria esistenza, comprendendo che un Dio Amore ci ha dato origine, un Dio Amore ci accompagna nelle nostre vicende, un Dio Amore ci attende per darci compimento e renderci felici.

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